Fiducia

Marte, 16 novembre 2162

Che orrore.

Credere al capo del governo è un po’ come la storia del marito cornuto che si taglia i coglioni per protesta: cioè, una cazzata. La questione dei vitalizi e, piu’ in generale, quella relativa all’abbattimento dei costi della politica,sono i segnali piu’ chiari di quanto l’attuale governo sia in carica per fare gli interessi di qualculo e basta. Altro che “ha fatto quello che non hanno fatto i politici per 50 anni”, “ha finalmente dato una spallata al sistema” e altra roba da sballo che tiggi’ e giornaloni sbandierano da piu’ d’un anno a questa parte: puttanate di questo tipo non vanno giu’ neppure con il crack iniettato nella aorta.

Il bluff e’ talmente chiaro da non essere piu’ difendibile in altro modo se non con manganelli e silenzi miserabili di fronte a chi osa chiedere spiegazioni, a chi ha capito che il paese ha cambiato ordinamento passando da una repubblica delle banane, o dei banana, a una dittatura costituzionale. Che si esprime sempre piu’ tramite “fiducia”. Istituto dell’ordinamento parlamentare nato per rinsaldare una maggioranza di governo e usato poi orrendamente come scorciatoia antiostruzionistica, la fiducia e’ infine divenuto il ricatto del governo alle camere per far passare leggi di qualsivoglia risma, in particolar modo quelle molto lontane dal buonsenso.

Per questi scienziati, posti al governo da un tale, la priorita’ era eliminare i privilegi. Hanno peggioratp le cose. Hanno falllito, fatto e disfatto di tutto e, ovviamente, hanno (ab)usato della “fiducia”. Con l’epocale decreto sul taglio delle province che cambiera’ davvero la vita degli itagliani hanno superato abbondantemente quota 40.

Ho chiesto al mio amico Txiki per quale motivo, secondo lui, il nostro governo non ha fatto una bella legge che preveda l’eliminazione per qualsiasi carica politica dei vitalizi, l’abbassamento a 5000 euro lordi per gli stipendi. Il prode mi ha risposto che se l’avesse fatto lo avrebbero legato ad un razzo e fatto esplodere come un fuoco d’artificio in una grama festa di paese.

Un po’ come e’ successo con quell’industriale del petrolio di cui non ricordo il nome.

Il dramma e’ che Morti non ha mai avuto intenzione di eliminare, diciamo pure abbassare, i costi reali della politica: il mantenimento della vita da beati porci era in fondo l’unica condizione posta dalle mezze figure che razzolano nell’arello parlamerdare all’ingordigia delle banche.

E’ passato piu’ d’un anno. L’Itaglia continua a andare a puttane. Anche senza il re dei laidi.

Che orrore.

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