Moralizzatori del mio stivale

 

Doveva essere la casa di vetro, e’ diventato una specie di commissariato: da qualche settimana chi entra in Campidoglio e’ assalito dal dubbio di trovarsi in una stazione di Polizia, visti la mole di ispettori inviati dal Governo per indagare su Mafia Capitale prima e, ora, sui vigili fannulloni. La guerra delle cifre dei giorni scorsi non si e’ calmata, anzi: dopo le precisazioni dei sindacati dei vigili urbani sui reali assenti ingiustificati, 44 sul totale di 767 alle prese con leggi 104, prelievi del sangue e malattie di qualsiasi natura certificate, ieri i pizzardoni hanno nuovamente mostrato i denti: niente straordinari e Centro storico coperto con appena 20 unita’.

Ma mentre i giornalisti vengono indicati dai caschi bianchi come gli esecutori di un piano ben ordito per gettare fango sulla categoria, i romani da una parte non fanno che lamentarsi, ovviamente in maniera anonima sul web, e dall’altra il Comune gongola: l’8 gennaio prossimo, quando si ridiscutera’ il nuovo contratto che prevede l’abolizione del salario accessorio e tante altre cose, il vicesindaco Nieri oltre che i pugni sbattera’ sul tavolo della trattativa anche la figuraccia che i vigili hanno fatto fare alla Capitale la notte di Capodanno. Solo Beppe Grillo si schiera al fianco dei vigili. Nonostante le numerose invettive sui fannulloni che zavorrano la Pubblica Amministrazione, il leader del M5S vede nell’accanimento mediatico contro i pizzardoni romani un modo per distrarre l’attenzione da Mafia Capitale.

Ma quel che resta di questo nuovo, presunto scandalo che parla alla pancia dei romani, primi responsabili del basso profilo della Capitale d’Italia, sono solo i 44 vigili urbani che a Capodanno non c’erano e non hanno presentato giustificazioni. E la guerra, a colpi di scioperi e malattie, contro il piano della Giunta comunale, che pretende rigore, efficienza e moralita’ da tutti senza dare minimamente il buon esempio. Il resto sono chiacchiere, e come tali entreranno da un orecchio per uscire dall’altro. Polemiche da affrontare al bar, con un bel cornetto e cappuccino, mentre vengono assunti centinaia di impiegati inutili dalle partecipate del Comune, mentre si sta per approvare il progetto di uno stadio che in realta’ e’ una speculazione edilizia, e cosi’ via: tutti a pretendere moralita’ dal caldo del salotto di casa ma incapaci di andare in piazza, con la determinazione di un toro davanti al torero, a pretenderla innanzitutto da chi viene pagato profumatamente per gestire servizi e beni comuni. Tutto finira’, al massimo, con qualche richiamo. Altro che inchieste e dossier: il diritto a starsene a casa, per un motivo o per un altro, e’ sacrosanto per tutti. La legge parla chiaro e se la legge lo consente, c’e’ poco da fare. Vale cosi’ per tutti. Anche per il Presidente del Consiglio che qualche giorno fa tuonava contro la vergogna dei vigili romani ma a sciare con la famiglia c’e’ andato con l’aereo di Stato.

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