Chiedere il conto, no?

Marte, 16 luglio 2162
Nonostante l’aumento delle tasse vergognoso, i tagli omicidi ai servizi e la completa assenza di idee per un rilancio, lo spread che avrebbe mandato a casa il governo “de ErporoSirvio” è addirittura aumentato e la cagnara su ulteriori tagli e la moneta unica è il leit motiv dei giornaletti.

Poi dice perché “ErporoSirvio” se ricandida. Con i profili che sono la vertice della politica e della economia italiana anche Ciccio Formaggio avrebbe le sue chance.

Nel frattempo gli scienziati al gubierno si continuano a riempire la bocca di termini come “ripresa”, “uscita”, “rilancio”, ma sanno perfettamente di essere delle marionette in mano a banche e grandi compagnie di distribuzione internazionale che ormai fenno il bello e il cattivo tempo everywhere nel continente. In più, noi paghiamo lo scotto di avere un capo dello stato dal profilo bassissimo, praticamente rasoterra: le ultime sparate sulla magistratura e sulle tecnologie sono da interdizione dai pubblici uffici. Qualcuno lo fermi: è peggio di una barzelletta che non fa ridere, la risposta chiarificatrice per i costituzionalisti che da decenni si interrogano sul significato dell’irresponsabilità del presidente nell’esercizio delle sue funzioni espressa nella costituzione. Ormai è meno autorevole del Mago Ronzo, perché non abdica? Chi glielo fa fare e, soprattutto, che cosa abbiamo fatto di male per avercelo ancora fra i piedi?

L’altra, la piagnona, vuole cominciare a far lagrimare anche oltrelpe. Intervistata da un giornalista amerikeno, che gli ha fatto notare come le riforme sue e del governo itagliano avrebbero risolto la crisi nella stessa maniera in cui un mestolo avrebbe svuotato il lago di Cuomo, ha provato la sparata ultraliberista sostenendo che il lavoro non è un diritto. Solo chi non ha mai sofferto e combattuto per un lavoro, solo chi ha avuto sempre la strada spianata in qualsiasi cosa può parlare in questo modo miserabile.

A proposito di miserie: dalla homepage del corriere della Pera è sparito finalmente il counter che, secondo dopo secondo, più o meno, scandiva il tempo che il governo di Fonzie e compagnia ci avrebbe messo per intervenire sui privilegi dei parlamerdari: un’idea leccaiola e triste che una altrettanto triste fine ha fatto.

L’abbuffata infatti continua alla grande, fors’anco più di prima, con doppie portate e cotillons che tanto continuiamo a pagare noi.

Chiedere il conto, no?

2 commenti su “Chiedere il conto, no?

  1. Il lavoratore va tutelato! Mi sembra assurdo che le banche non intervengano quando si stabiliscono nuove leggi che vanno contro i lavoratori.
    Per le banche l’unico modo per tutelarsi realmente è tutelare i lavoratori. Questi quando non hanno più lavoro non possono pagare ne prestiti ne finanziarle con altri metodi. Direte: ma le banche si rifanno sui beni. Non sempre questo è possibile per lro ci sono molti nullatenenti e comunque non è un metodo civile rifarsi in questo modo. Lo è salvaguardando i lavoratori, il paese e le banche stesse. E comunque questa logica per fortunaporta anche loro sul baratro del fallimento. Anche le banche toccheranno il fondo se non cambiano logica sociale. Devono fungere da assistenti o supporto per il cittadino, non come arpigliose sangusughe. Ben gli sta. scaveranno con noi sul fondo. Spero qualcuno si svegli e cambi logica. Magari un buon cristiano!

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