Ignazzio incarta e porta a casa

 

A circa 6 mesi dall’inizio dell’anno santo straordinario, Ignazzio e’ preoccupato: la citta’ infatti non ha i soldi per gestire l’evento e, difatti, sta incessantemente chiedendo al Governo di dare una mano. Sotto forma di fondi extra. Ieri una delegazione del Campivoglio, capitanata dal sindaco, e’ stata ricevuta a Palazzo Chigi per sentirsi dire, grosso modo, che di fondi non se ne parla. Almeno per il momento. Al massimo, il Governo puo’ promettere un’infornata di 2500 agenti, equamente distribuiti tra Pula e Carambas, per garantire una maggiore sicurezza.

Lo ha detto Rentsi, specificando che la questione verra’ risolta in Consiglio dei Ministri, perche’ “sulla sicurezza non si scherza”. Il premier lo ha detto in tv, forse per evitare che a Ignazzio, che normalmente usa i giornali per incartare le uova, potesse sfuggire la notizia.

“Er sindaco” pare non l’abbia presa bene e abbia sussurrato all’uomo del Premier sulla questione Giubileo, che non e’ solo la Capitale a rischiare la brutta figura, ma tutto l’Itaglia. L’avvertimento pare non aver sortito effetti. Ma una cosa e’ chiara: prima delle elezioni Rentsi non vuole scocciature. Soprattutto da uno che non brilla certamente per il lavoro fin qui svolto: l’ultimo rapporto del Censis delinea una citta’ in grave difficolta’ specie nel settore del trasporto pubblico e difficilmente, a partire da dicembre, potra’ offrire un servizio sufficiente alla mole di pellegrini che si riverseranno sulla Capitale per partecipare all’anno Santo. Basti pensare che a Roma, negli orari di punta, un autobus ci mette poco meno di un’ora per fare 10 km. Al di la’ delle dichiarazioni, sembra evidente che Ignazzio non goda delle simpatie ne’ della fiducia del Governo: perche’ altrimenti una soluzione per spostare gli ormai celebri 400 milioni dalla gestione commissariale del debito al bilancio comunale, si era gia’ trovata.

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