Il silenzio assordante dell’Opposizione

Non è possibile che di fronte a ciò che sta succedendo l’opposizione al governo non abbia mosso paglia. Finanziaria, sacrifici, tagli, spettro, che dovrebbe preoccupare tanto, tantissimo visti i precedenti, delle privatizzazioni selvagge. E il silenzio dell’opposizione, sempre più mesta e triste, e oltretutto vile perché in un momento del genere bisognerebbe usare muscoli e cervello, dire qualcosa di sensato (ci vuole poco) e fare di tutto per veicolarla (non solo virtualmente). La manovra finanziaria, l’ennesima punizione per l’ennesima crisi degli ultimi 15 anni, non era evidentemente all’altezza della situazione: altrimenti Deutsche Bank non avrebbe venduto così in fretta i titoli italiani. Lo scopo era farci capire chi comanda e chi è schiavo: e purtroppo l’Italia è un Paese di seconda fascia europea, terra di conquista come lo era nel medioevo.

A questo, pare, serve l’Unione (di che, mi chiedo per l’ennesima volta) Europea, perché altro non vedo. Ah si, dimenticavo l’Euro. Poi solo questioni di soldi, di banche che prestano e rivogliono indietro la pecunia, di Stati che creano debiti pazzeschi e ingiustificati da ripagare con i tagli ai servizi e le privatizzazioni. Il pubblico è una enorme risorsa, ci stanno facendo credere il contrario malgestendolo, facendoci credere che affidandolo ai privati le cose andranno meglio. Nessun ente pubblico ha prodotto miglioramenti una volta privatizzato: eppure, quella della vendita ai privati pare sia l’unica maniera per far funzionare (o chiudere definitivamente?) le cose. Non è vero. Aspetto smentite convincenti e documentate.

Tutto questo accade senza che uno faccia qualcosa oltre a sbraitare ogni tanto e a urlare “vergogna”. Ma can che abbaia, non morde: da Fini e Casini non m’aspetto proposte granché diverse dal centrodestra ma, dall’opposizione, da Vendola, Bersani, Di Pietro, dovrei aspettarmele eccome. E invece no, non ci sono da parte loro visioni alternative delle cose, di come sta andando il mondo, di come riprendere il controllo sul malaffare che in Italia è a livelli altissimi, di come ripartire tagliando le spese reali (politica) non quelle necessarie.

E invece niente: sapendo che vinceranno le prossime elezioni, fanno solo un po’ di chiasso ma già si sono messi d’accordo con gli stessi poteri forti che oggi ci costringono a tirare la cinghia. Sbaglio?

Aspetto da loro smentite e proposte concrete.

Che non arriveranno.

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