La differenziata non funziona? “Aridatece i soldi”

In un post precedente avevo già parlato degli enormi guadagni che si fanno con la monnezza: dalla raccolta alla discarica, dalla vendita di carta, vetro, alluminio fino all’energia ce n’è da sfamare anche i più grandi appetiti. In quel post mi chiedevo per quale motivo un servizio così importante per la collettività non fosse stato comprato dallo Stato (o dal Comune, insomma da un qualsiasi ente pubblico): tanti soldi, assicurati da una continua necessità con la prospettiva di creare, tra l’altro, un circolo virtuoso grazie al riciclaggio. La risposta per cui tutto ciò non avviene è che a trarre giovamento da una cosa del genere sarebbe lo Stato anziché gli imprenditori privati e i politici unti per bene per non creare problemi e lasciare che la situazione non cambi: ci sono soldi per tutti, del resto, o forse sarebbe meglio dire per i soliti.

La gestione della monnezza è una vergogna in tutta Italia ma dal Lazio in giù è al solito un po’ più vergognosa.
A partire dal metodo con cui si paga la tassa sui rifiuti, calcolata sui metri quadri della propria residenza anziché sull’effettiva produzione pro-capite. Già questo la direbbe lunga su come ci facciamo prendere per il naso ma l’argomento del post è in realtà un altro e, cioè, la raccolta differenziata che, nel Lazio, è a livelli penosi, in modo particolare a Roma.

Ma quando si tratta di spiegare il perché questa raccolta differenziata non si fa per bene la risposta da parte di chi amministra le cose pubbliche (cioé: politici e luminari dell’AMA) è che i cittadini “ancora non hanno capito come si fa la raccolta differenziata”. Chiaramente, poi, la colpa è nostra se siamo all’ottavo posto in Europa per la raccolta/riciclo della plastica.

Cattivi cittadini, ignoranti e stupidi che non capiamo come si fanno le cose per bene e per il nostro bene.

Mi chiedo per quale motivo un cittadino dovrebbe fare la raccolta differenziata.
E cioè:
1 – comprare altri 2 bidoni per vetro alluminio e carta;
2 – stare attento a cosa si butta e dove si butta;
3 – perdere tempo e spazio in casa;

Il cittadino virtuoso che cosa riceve in cambio dall’AMA per il servizio fornito? Niente.
Anzi si: l’aumento della tassa sui rifiuti (+2%).

Fare la raccolta differenziata è un vero e proprio lavoro in termini di tempo e fatica: per quale motivo dobbiamo farlo gratis?
Tutto il differenziato viene preso e venduto: grazie al lavoro di differenziazione fatto in casa l’AMA risparmia dindi e tempo. E poi vende alla grande alla faccia di chi gli ha fatto la cortesia.
Possibile che neppure un politico, in Comune, Provincia e Regione, abbia pensato che l’unico modo per far fare la raccolta differenziata ai cittadini è che il loro lavoro si deve tramutare in un vantaggio economico?
Ti do 3 chili di alluminio? Paghi 1 euro in meno in bolletta. Stessa cosa per vetro, carta e plastica.
Provate a pensare in un anno quanto potreste risparmiare.
Ci guadagnano tutti, per quale motivo non dovrebbero guadagnare anche i cittadini?

Dateci indietro i soldi, vedrete che saremo lieti di differenziare.

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