La farsa dello scandalo scommesse

Che il sistema faccia schifo è evidente da decenni, forse addirittura dagli anni ’60, ma da qualche anno il fetore è tale che, forse stordito, il pubblico non ci fa più caso. Il sistema è quello della palla inteso nel senso più ampio (sportivi, proprietari, impiegati, giornalisti, mignotte, scommettitori, etc etc), il fetore proviene dalle scommesse sempre più invadenti, sempre più potenti all’interno di questo sistema. Talmente potente che evidenti conflitti di interesse non vengano mai rilevati. Del resto, a libro paga ci sono tutti, in primis i giornali (i cui spazi pubblicitari sono abbondantemente occupati dalle società di scommesse) che ripagano i committenti con squallidi articoli-guida su come e dove puntare, consigliando ai lettori le giocate più remunerative (si, magari!). Come si può accettare che una squadra abbia come sponsor una società di scommesse? Non c’è un evidente conflitto di interessi?
E’ così pazzesco pensare che una società di scommesse, sponsorizzando una squadra, la costringa ad aggiustare qualche partita? Magari non avviene ma il dubbio dovrebbe essere sufficiente a rendere tutto molto imbarazzante. In particolar modo in un momento come questo dove, pare, un’organizzazione ben radicata sul territorio riusciva, tramite queste società, ad influenzare i risultati di alcune partite. Le Serie maggiori sono piene di squadre sponsorizzate in questa maniera. Io non sono contrario alle scommesse: so bene quanto siano pericolose e come una marea di gente si indebiti inseguendo l’illusione di vincere cifre cospicue. Quel che mi da fastidio è l’ipocrisia che ruota attorno a questo malaffare che è divenuto il calcio, incapace di darsi regole certe ma, anzi, improntato a rendere tutto sempre più fosco, sospettoso, lurido.
Come quello che sta succendendo in questi giorni.

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