Un’Europa di merda

Quella che viviamo da dieci anni è un’Europa di merda. E basta. Spinelli e Terracini sarebbero oggi i capifila di un movimento per lo scioglimento immediato di questa entità sovranazionale che nulla ha, in comune, oltre alla moneta in mano a pochi, rapaci banchieri. Questa, di fatto, è l’Europa. Una unione di Stati agli ordini della banca centrale. Non basta essere onesti e volersi bene: bisogna far quadrare i conti. Non importa come: “aridatece i sordi” che vi abbiamo prestato a disonesto interesse punto e basta. Questo è quel che la BCE impone. La fratellanza?
Si, vabbé.

Dov’è la solidarietà? Dov’è la “comunione d’intenti”? Quale sarebbe la “radice comune”? Stronzate di cui non frega un cazzo a nessun europeo. E mentre il Parlamento discute sull’opportunità inprocrastinabile di eliminare Gesù Cristo dalle aule scolastiche o stabilire il colore dei taxi (peraltro: ognuno fa come cazzo gli pare anche in questo caso), la Commissione pian piano chiarito che ben altre son le preoccupazioni, la prima delle quali è stata quella di rendere i Paesi che fanno parte dell’Unione dipendenti di quante più risorse possibili. Per questo motivo ci sono i limiti alle produzioni agricole (come le “quote latte”): con un clima che non ha nessun altro, l’Italia incredibilmente importa più della metà di ciò che consuma a tavola. E mentre ci raccontiamo a vicenda la storiella che il pomodoro della nonna non esiste più, che la frutta non sa di niente e i cachi cominciano finalmente ad avere un reale motivo per chiamarsi in questo modo, la cosiddetta grande distribuzione gode. Perché non producendo più nulla, l’Italia compra, ma al prezzo che viene imposto. Un prezzo altissimo ovviamente.

E continua ad accumulare debiti perché ha un sistema fiscale che impone di evadere le tasse ed è amministrata da una classe politica inetta e truffaldina. E non da cinque anni a questa parte.
Con le misure che il governo si appresta ad adottare la situazione peggiorerà: in pratica, si svende il patrimonio pubblico, si permette ai costruttori di costruire dove a loro pare e piace, si innalza l’età pensionabile. Tutto qua. Neanche una parola sulla responsabilità delle banche, sul fatto che impongono interessi usurari sui prestiti a fronte di interessi ridicoli sui depositi, su una eventuale patrimoniale nei loro confronti. No, le banche, semmai, noi le salviamo, come i grandi evasori del resto. Perché siamo stupidi e cornuti e gli stupidi e cornuti meritano di essere fatti fessi.

Di analisi di questo tipo potremmo farne a centinaia, il punto è molto semplice e chiaro: questa Europa è una merda. Bastava la libera circolazione di merci e persone per renderci più “europei”. E invece oggi ci ritroviamo con debiti accumulati nel corso degli ultimi 20 anni e più.

E la colpa è pure nostra!

Ahahahahahahahahahahahahahahahahahaha!

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