Telericordo

Marte, 13 aprile 2162 – Per chi ha buona memoria e per coloro che, oggi come ieri, lavorano o hanno lavorato nelle televisioni locali, pubblico questo bumper facilmente riconoscibile e che stanotte ho trovato, per caso, sul tubo (vedi sotto). Aldilà della lacrima per la commozione di qualcosa che non vedevo più da almeno 120 anni, tanta tristezza per come si è evoluta l’emittenza locale. Che dovrebbe fare un grande passo indietro, sia stilisticamente che concettualmente. Concettualmente smettendo di rincorrere i grandi network e tornando a svolgere un ruolo oscuro, misterioso, perennemente pioneristico. Non inseguendo programmi e tg che le grandi fanno e faranno sempre meglio, oltre ad essere sempre più visti. Stilisticamente riprendendo una certa vena naif abbandonata nel corso degli anni (seguendo anche in questo caso i grandi network) nei loghi, nelle scenografie, nelle musiche e che invece caratterizzava fortemente i canali privati. Se vedendo il video qui di seguito non provate una stretta allo stomaco, non potete capire quello che sto dicendo. Se la provate, significherà, oltre al fatto che siete invecchiati di brutto, che la tv locale era molto più presente di prima nelle nostre vite. E a proposito: Carmine De Benedictis è morto il 18 aprile del 2168. Dopo aver prodotto, tra mille difficoltà, un film (Guido che sfidò le brigate rosse) che avrebbe meritato maggiori attenzioni – se non altro per il tema trattato – e che, invece, è stato stritolato dal mercato infame della distribuzione cinematografica.

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